Anche se vi credete assolti siete lo stesso coinvolti

Lo scorso 8 settembre è morta in provincia di Udine G.L., una ragazza di sedici anni, per un arresto cardiaco all’indomani della seconda dose di Pfizer.
Cinque giorni dopo, il 13 settembre, è morta nell’ospedale di Bari M.E.A. di quattordici anni, entrata in coma un mese prima, all’indomani della seconda dose del vaccino.
In altri periodi quando un adolescente moriva all’improvviso in questo modo, magari in un campo di calcio o in una palestra, la notizia diventava subito nazionale. Si cercava il perché di questo evento scioccante e contro natura.
Non nell’anno due dell’era Covid, dove la pluralità di casi di inspiegabili malori improvvisi piovuti quest’estate in soggetti insospettabili non ha praticamente mai raggiunto la Libera Stampa Nazionale, rimanendo eventi relegati alla cronaca locale.
Le autopsie, ça va sans dire, sanciranno l’assoluta mancanza di connessioni causali. Infatti per certificare la connessione causale attraverso un’autopsia noi dovremmo conoscere il meccanismo organico che produce quell’esito, ma di dà il caso che non lo conosciamo, visto che si tratta di sostanze e nessi nuovi, tutti da esplorare. Sappiamo solo, statisticamente, che ci sono correlazioni tra certi tipi di “vaccino” anti-Covid e alcuni problemi cardiaci, e sappiamo che ci sono correlazioni tra il medesimo “vaccino” e riattivazioni severe di stati infiammatori, ma non conoscendo il meccanismo fisiologico sottostante è assai implausibile che un nesso causale venga accertato per via autoptica.
Dunque, la situazione oggi è tale che anche se una sedicenne muore per arresto cardiaco dopo aver assunto una dose di una sostanza correlata con problemi cardiaci, le chance che questo evento venga messo nella casella classificatoria “Nessuna Correlazione” sono altissime.
Ma a parte questi tecnicismi, il punto è che io non riesco a pensare senza star male a quei genitori che sono stati chiamati a firmare un ridicolo “consenso informato”, su informazioni che non aveva nessuno.
Immagino che preghino giorno e notte che gli dicano che è stata una semplice fatalità, che con quell’assenso non hanno giocato nessun ruolo.
Perché altrimenti è qualcosa da uscirne pazzi.
Ecco, io quello che mi chiedo in questi casi è se chi sta applaudendo da settimane al Green Pass, chi sta sversando il proprio disprezzo sui non vaccinati come novelli caini, chi da settimane fa la ola per la vaccinazione forzosa di bambini e ragazzi, studentesse e studenti, donne incinte e in allattamento, persone con patologie che non concedono esenzione, ecc., quello che mi chiedo è se tutta questa gente abbia da qualche parte un briciolo di coscienza.
Se si rendono conto del livello di violenza, innanzitutto psicologica, che stanno esercitando.
Mi chiedo se capiscano che con il loro tifo da stadio, con i loro giudizi apodittici basati sul nulla – o su meno di nulla (il Tiggì) potrebbero aver contribuito a far morire degli innocenti (e io sono CERTO che vi hanno contribuito).
Mi chiedo come possano aver creduto legittimo giocarsi alla roulette russa delle vite altrui sulla base di pile di ignoranza e tifo sportivo, senza che un dubbio si sia mosso dentro di loro.
Già, perché non crediate che il fatto di essere stati fuorviati dai tecnici governativi e dai giornali di servizio vi renda innocenti. Quando in altri momenti, altri tecnici governativi e altri giornali da riporto davano resoconti fuorvianti che vi toccavano direttamente il portafoglio, eravate tutti pieni di vigilanza critica e sospetti virulenti.
Ma qui no.
Qui nessun dubbio.
Anzi chi ha un dubbio è tacciato serenamente di essere un traditore, un “evasore vaccinale” o simili oscenità.
Ecco, non proseguo perché il senso di nausea è semplicemente troppo per continuare.
Aggiungo solo in coda un po’ di documentazione (che avevo già reso nota).
In verità non ci dovrebbe essere bisogno di nessuna documentazione, perché il semplice fatto di forzare la mano ad altri esseri umani a fare qualcosa che essi temono, dovrebbe suonarvi come una violenza su cui riflettere venti volte.
A maggior ragione se non sai se la cosa cui li forzi sia per essi buona o cattiva.
Ma la verità è che noi già sappiamo che quella cosa cui stiamo forzando il nostro prossimo PUO’ essere dannosa, e sappiamo che per alcuni, magari pochi, SARA’ dannosa.
E se ciononostante ci sentiamo in diritto di imporglielo con noncuranza, qui per me gli argomenti finiscono e resta solo il disgusto.
Segue sotto una selezione degli articoli già pubblicati (non pre-print) su riviste scientifiche che rilevano in varie forme e modi, una serie di effetti collaterali già riscontrati.
(NB: siamo appena a 9 mesi dalla prima somministrazione – laddove un articolo scientifico ci mette 4-6 mesi o più solo per essere costruito, approvato e pubblicato).
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• Pomara C., et al. Post-mortem findings in vaccine-induced thrombotic thombocytopenia https://haematologica.org/article/view/haematol.2021.279075
• Perry et al., “Cerebral venous thrombosis after vaccination against COVID-19 in the UK: a multicentre cohort study”, in The Lancet
• Saif Abu Mouch, et al., Myocarditis following COVID-19 mRNA vaccination, in Vaccine (https://doi.org/10.1016/j.vaccine.2021.05.087);
• Supriya S. Jain et al., COVID-19 Vaccination-Associated Myocarditis in Adolescents, in Pediatrics, 2021 – doi: 10.1542/peds.2021-053427 https://pediatrics.aappublications.org/…/peds.2021-053427
• George A. Diaz et al., Myocarditis and Pericarditis After Vaccination for COVID-19
• Montgomery et al., Myocarditis Following Immunization With mRNA COVID-19 Vaccines in Members of the US Military, https://jamanetwork.com/…/jamacardi…/fullarticle/2781601
• Bakir M, Almeshal et al., Toxic Epidermal Necrolysis Post COVID-19 Vaccination – First Reported Case, in Cureus 13(8): e17215. doi:10.7759/cureus.17215
• Darrell, O. Ricke, Two Different Antibody-Dependent Enhancement (ADE) Risks for SARS-CoV-2 Antibodies, in Front. Immunol. 12:640093. doi: 10.3389/fimmu.2021.640093
• Nouara Yahi et al., Infection-enhancing anti-SARS-CoV-2 antibodies recognize both the original Wuhan/D614G strain and Delta variants. A potential risk for mass vaccination?, in Journal of Infection
• Cheng et al., Factors Affecting the Antibody Immunogenicity of Vaccines against SARS-CoV-2: A Focused Review
• Watad et al, Immune-Mediated Disease Flares or New-Onset Disease in 27 Subjects Following mRNA/DNA SARS-CoV-2 Vaccination
• Talotta, R., Do COVID-19 RNA-based vaccines put at risk of immune-mediated diseases? In reply to “potential antigenic cross-reactivity between SARS-CoV-2 and human tissue with a possible link to an increase in autoimmune diseases
• Correa e al., “Neurological symptoms and neuroimaging alterations related with COVID-19 vaccine: Cause or coincidence?” https://www.ijidonline.com/…/S1201-9712(20…/fulltext

13 Risposte a “Anche se vi credete assolti siete lo stesso coinvolti”

  1. La morte improvvisa nei giovani sportivi è una delle principali cause di morte, ha quasi sempre origine cardiovascolare e un’incidenza di 2-3casi/100000 all’anno. È quasi tre volte l’incidenza che si verifica nel giovane sedentario. Verrebbe da sconsigliare di fare attività sportiva ai giovani. La stessa cosa dicasi per lo sport in età più avanzata, quante morti improvvise elettriche o per infarto ci sono durante le maratone o le granfondo amatoriali di ciclismo? Eppure i media e gli scienziati ci martellano dicendoci che lo sport fa bene proprio al cuore e alla salute in generale. Probabilmente non leggono la letteratura scientifica o i giornali che parlano di questi quaranta-cinquantenni che cadono stecchiti dopo aver tagliato il traguardo della maratona.
    Probabilmente la realtà è che se volessimo essere sicuri di campare fino al giorno dopo sarebbe meglio se invece di andare a correre o a pedalare stessimo a casa a guardare la televisione. Se invece volessimo fare qualcosa per aumentare la probabilità di essere longevi e vivere più a lungo sarebbe meglio spegnere la tv e uscire ad allenarsi perchè sul lungo termine è comprovato che lo sport riduce la mortalità.
    In un momento storico di pandemia, che ha visto solo in Italia più di 100mila morti certe per il covid, la scelta migliore per vivere più a lungo rimane il vaccino.

    1. Argomento con uno spettacolare “non sequitur” finale che utilizzerò come esempio di ragionamento fallace da manuale.
      Poteva anche risparmiarsi il pippone sui decessi sportivi, tanto poteva arrivare alla conclusione che le interessava a partire da qualunque premessa: “vaccini o morte!”. Bene così per me. Altri potranno valutare la tenuta del suo ragionamento.

  2. Gentile Eric, l’articolo fa pensare a una responsabilità morale che non può essere paragonata alle morti di origine cardiovascolare dei giovani sportivi. Accolgo la sua riflessione ma mi sembra che non tenga conto dell’approccio “ruspa” di una campagna che ha creato dei mostri pronti al “crucifige!”, istigati dal sinedrio. Viene tolta la libertà del ragionevole dubbio… Cosa c’entra lo sport? A questo punto, Eric, poteva concludere scrivendo che l’uomo non è padrone del suo destino, ecc. ecc. Ma la realtà non è così dozzinale (e per fortuna). La nostra società sta prendendo una piega che non tiene conto delle persone, con le loro storie di malattie autoimmuni o di altre patologie non contemplate da un sistema che ci vuole tutti in campo da gioco… anche se non abbiamo scelto di diventare futuri Ronaldo.

  3. C’è solo un elemento che non capisco: nel pieno periodo pandemico si gridava allo scandalo per i numeri da morti per Covid “pompati” per ingenerare nella popolazione mondiale, si diceva, una sostanziosa dose di paura (necessaria al controllo delle masse). Molti lamentavano che attacchi cardiaci, collassi polmonari erano tipi di decesso già presenti in epoca pre-covid e dunque non era corretto annoverare tali decessi entro i parametri delle morti causate dal virus. Oggi invece sembra che il vaccino sia causa necessaria e sufficiente delle tristi dipartite di queste giovanissime vite. Non può esserci altra spiegazione, non una malformazione congenita, non un malfunzionamento scatenatosi per più fattori dove il vaccino può essere una concausa, ma non necessariamente la causa principale, se non unica. Eppure assumere il vaccino è un po’ come contrarre al ribasso la malattia: cosa sarebbe accaduto a queste giovani vittime, se avessero contratto il covid? Elemento che chiaramente non rientra nelle riflessioni presentate.
    Nel contempo non si danno soluzioni non solo alla mutazione virale, causata dal libero riprodursi del virus (almeno questo la virologia sembra spiegarlo chiaramente), ma neppure alla possibile contaminazione veicolata da persone non vaccinate, in un contesto sociale in cui il vaccino protegge, ma non garantisce l’immunità totale e soprattutto non permette di tutelarsi adeguatamente da possibili varianti. Nel contempo l’Italia vede obbligatori 10 vaccini (per legge) e nessuno sembra fare una piega, nessuno in questi anni sembra aver mai protestato per l’anti-difterica o l’anti-poliomelitica. Vogliamo davvero ritenere che non diano rischi? Credo sia una scommessa che neppure Pascal suggerirebbe. In Lombardia nel 2020 si sono visti triplicati i decessi: mi pare un valore sufficiente a giustificare una campagna vaccinale che purtroppo può produrre a sua volta vittime. Le produce semplicemente perché individua anche potenziali soggetti fragili che “magari” non avrebbero mai contratto la malattia. Magari, non sicuramente. E sono abbastanza certa, purtroppo, che una giovane vita morta per Covid finirebbe nell’ammasso di numeri da statistica, tanto quanto quelle morte “per vaccino”.

  4. Bene ha fatto AF ad evidenziare, con pregio di sintesi, il pregiudizio di conferma contenuto nella replica del sig Radis .
    Ritengo però interessante il finale del ragionamento di quest’ultimo (“la scelta migliore per vivere più a lungo rimane il vaccino” ) in quanto icastico della “moda” corrente: ovvero del fatto che un così rilevante numero di persone si sia adeguato (anche se ancora non è chiaro con quale è quanta convinzione) alla nuova religione che riduce progressivamente lo stesso concetto di vita a “Zoe”. Non me ne voglia l’interessato che del resto è in buona compagnia visto che persino eminenti scienziati sembrano ormai aver adottato lo stesso criterio del “viver un po’ di più “. In un’ottica oramai esclusivamente scientista per costoro l’aumento della speranza di vita si deve essenzialmente ai soli progressi avvenuti in ambito medico-scientifico, il miglioramento delle condizioni di vita degli individui diventa irrilevante. Va da se che anch’essi devono ritenersi coinvolti a prescindere dalla bontà (il più delle volte tutta da provare) delle intenzioni.
    La salute terrena come valore assoluto , non più diritto ma obbligo giuridico, eclissa la precedente concezione della salute intesa come benessere psicofisico degli individui. Ancor più significativo appare a riguardo che persino in ambito religioso questa sembra essersi sostituita alla salvezza. Ciò è la conferma del generale smarrimento etico e del “tifo da stadio” di cui parla AF, che hanno accompagnato le recenti misure governative a sostegno della paura e del bisogno di discriminare (aspetti che sembrano costituire ormai gli unici residui comunitari di questa società). Diventano così più definiti i contorni del Minotauro postmoderno che induce chi dovrebbe dar prova di saggezza persino a giustificare il tributo delle giovani vite , un mostro verso cui il nostro disprezzo è totale, ma e che perciò richiede estrema lucidità nell’analisi e nell’azione.

  5. Recentemente ho fatto lo stesso ragionamento, qui criticato, ad un gruppo di colleghi che ne hanno immediatamente capito il senso. Strano. A differenza di quanto dice A.F., le morti improvvise dei giovani ci sono sempre state e se ne parlava solo nella cronaca locale. Problema poco presente sui media ma noto agli addetti, testimonianza di ciò è la diffusione che abbiamo avuto di defribrillatori portatili in strutture pubbliche negli ultimi anni. L’epidemiologia dice che si contano dai 9000 ai 10000 morti all’anno di giovani su un totale di 40-50000 morti cardiache improvvise generali. Ora, sono concorde che sia difficile stabilire con assoluta certezza la non correlazione con la vaccinazione, ma bisogna avere contezza del fenomeno prima di continuare ad avanzare dubbi su ogni morte in semplice correlazione temporale con la vaccinazione come si legge su molti giornali oggi. Si valuterà se ci sarà un eccesso di mortalità per questa causa nel 2021 per dare un giudizio definitivo in merito.
    Riguardo al, mi consenta, “Pippone” di Alessandro Mariani, rilevo anche qui l’ignoranza in materia, sia perché nella medicina moderna, nella cronicità in particolare, l’aspetto”Qualitá della vita” é tenuto in considerazione spesso ancor più rispetto dell‘aspettativa di vita. Sia perché il miglioramento delle condizioni di vita attuale hanno si aumentato i longevi, ma é la medicina che ha migliorato la prognosi dei malati, acuti e cronici. Prima dell’-‘insulina i bambini morivano di diabete, un’infezione batterica era spesso mortale, ora solo il dieci percento di chi ha un infarto muore.
    Faccio infine un elogio alla lucidità del commento di Sara che, come il sottoscritto, non vede proposte realizzabili, efficaci e concrete ad una pandemia che ogni giorno fa decine di migliaia di vittime. Ieri é stato pubblicato l’ennesimo report AIFA su l’andamento della vaccinazione in Italia, consiglio sempre di leggerlo attentamente senza pregiudizi.

    1. La cosa che sembra sfuggire completamente, a lei come ad altri, è che il suo olimpico “Si valuterà se ci sarà un eccesso di mortalità per questa causa nel 2021 per dare un giudizio definitivo in merito” è giocato sulla pelle di ragazzi in salute, che dovrebbero avere il diritto di rimanere tali senza essere obbligati ad un azzardo. Un vaccino non è un farmaco ordinario, che si assume quando si sta male per stare meglio. E’ un farmaco preventivo che si assume quando si sta bene per evitare di stare eventualmente male in seguito. Un soggetto che ha rischi limitatissimi e sostanzialmente trascurabili semplicemente non dovrebbe essere forzato a fare qualcosa che può comprometterne la salute.

  6. Invece sembra sfuggire completamente a lei, come ai per fortuna pochi in Italia che la pensano allo stesso modo, che nel mondo c’è una pandemia che miete vittime. E soprattutto l’aspetto pneumologico di questa virosi comporta un sovraccarico del sistema sanitario, durante le ondate, che va a detrimento di molti altri servizi erogati dal SSN. A questa evidenza, che non si puó vedere solo se intervengono fenomeni psicologici di negazione (che peraltro ho visto in questo periodo), si contrappongono soluzioni dal dubbio valore scientifico. Certamente un ventenne ha meno rischi di un anziano, lo dice L’epidemiologia, ma i pochi morti giovani li abbiamo avuti in un anno con lock down piuttosto forti che hanno chiuso anche le scuole. Provi a vedere l’incidenza di morti tra i minori Del Brasile, paese che ha una sanitá storicamente di buon livello ma che non ha fatto stretti lockdown. Il vaccino, come lei mi insegna é una delle più importanti misure di profilassi per la propria salute ma è anche un presidio della “medicina di popolazione” che ha permesso di controllare e far sparire gravi patologie. Ma lei, con motivazioni portate da una parte assolutamente minoritaria della comunità scientifica, considera solo il rischio correlato a questo, come a qualsiasi altro, atto medico.

    1. Il problema purtroppo è che lei, come rappresentanza di un’ampia fetta della popolazione italiana, non sa assolutamente nulla, ignora qualsiasi dato che non siano le balle da tiggì, e poi cerca di spiegare al prossimo come comportarsi a partire dalla sua spettacolare ignoranza.
      1) Il sovraccarico sanitario si risolve vaccinando quelle fasce della popolazione che ne sono protagoniste. Il 98,5% delle ospedalizzazioni hanno riguardato over 60.
      2) La letalità del virus in tutti i paesi europei, dove abbiamo dati solidi, ha la stessa curva: sotto i 30 anni è pressoché nulla. Nello specifico in Italia la mortalità da Covid tra i 0 e i 19 anni è uguale a quella per l’influenza stagionale (dati 2018).
      3) Il vaccino come presidio medico ha un valore come profilassi generale tanto più quanto più durevole è l’immunità che fornisce. Questo “vaccino” ha una durata molto limitata (6-9 mesi). Diverso sarebbe il discorso se fosse un vaccino che dà immunità permanente, ma così non è. Sotto le condizioni attuali i vaccini disponibili sono utili coadiuvanti, ma non possono in nessun modo essere decisivi da soli.
      4) Il rischio dei “vaccini” correnti è fondamentalmente ignoto, vista la brevità della sperimentazione. A parte ciò, se dovessimo basarsi solo sui dati ufficiali degli eventi avversi, gli effetti collaterali avversi dell’ultimo anno raccolti dalle istituzioni preposte sono circa tre volte il numero di tutti gli eventi avversi per tutti gli altri vaccini noti negli ultimi 20 anni.
      E con ciò la chiudo qua, perché non si possono convincere i sassi.

  7. Buffo che una persona che probabilmente non sa con che curare una banale dispepsia o che chiama il pediatra se il figlio ha due lineette di febbre mi dia dell’ignorante in materia.
    E che non sa che in Italia gli over 60 non vaccinati sono ancora 2 milioni.
    Ma che sorprendentemente conosce esattamente la letalitá del virus in una sottopopolazione altresì poco estesa come quella dei giovani quando le stime della letalitá si fanno sull’eccesso di mortalità e non sugli eventi rispetto ai contagi perché dati non certi.
    Probabilmente le informazioni che trova in rete hanno l’attendibilità del tg di Retequattro.

    1. Guardi, caro, una dispepsia non sa nessuno come curarla a priori se non fa qualche ulteriore valutazione, visto che problemi digestivi possono avere un milione di cause, banali o severe. Se pensa di impressionare qualcuno usando una “parola difficile” ha proprio sbagliato contesto. Io so qual è la letalità del virus in quanto abbiamo ad oggi dati provenienti da paesi differenti, e perché i dati si sono accumulati in 18 mesi. I dati sono uniformi per coorte d’età, anche se variano molto da contesto sanitario a contesto sanitario (per dire, l’Italia ha la più elevata letalità AL MONDO, 2,80%, per confronto Olanda 0,90%, Giappone – più anziano di noi – 1,1%; questo plausibilmente per l’assoluta latitanza degli interventi di terapia precoce). Si tratta di una base scientificamente piuttosto adeguata, anche se naturalmente, come ogni conoscenza scientifica, soggetta a margini di revisione.
      Aggiungo in coda, e poi non le risponderò più perché mi ha annoiato, che il fatto che lei sia un medico non garantisce assolutamente nulla circa la sua ignoranza o conoscenza in materia. In effetti una delle esperienze più traumatiche occasionate da questa pandemia è stata la constatazione di quanto numerosi siano i medici abissalmente ignoranti e inverosimilmente ottusi; credo che moltissime persone dopo aver visto una parte della classe medica all’opera in questo periodo abbia cominciato seriamente a rivalutare la stregoneria.

  8. Cosa pensare di un filosofo che bolla con disprezzo chi non ha “nessun dubbio”, e poi reitera in continuazione certezze assolute (“potrebbero aver contribuito a far morire degli innocenti” ma “io sono CERTO che vi hanno contribuito”) e giudizi tanto arroganti quanto lapidari (“poteva anche risparmiarsi il pippone”, “il problema purtroppo è che lei” “non sa assolutamente nulla” “a partire dalla sua spettacolare ignoranza”, “mi ha annoiato”, “il fatto che lei sia un medico non garantisce assolutamente nulla circa la sua ignoranza o conoscenza in materia” visto “quanto numerosi siano i medici abissalmente ignoranti e inverosimilmente ottusi”) e ingenerosi per la pacatezza degli interlocutori?
    Forse sto facendo una domanda retorica. L’ho letta qualche volta con piacere, perché stimolato dalle sue riflessioni, ora francamente trovo che non mi possa dare più nessuno stimolo perché è caduto in un vortice di stati d’animo negativi che ottundono la mente le impediscono di portare avanti una discussione in maniera accettabile.
    Faccio a margine qualche osservazione sulle sue ultime affermazioni.
    1) Le ospedalizzazioni degli over 60 a me risultano sotto l’80%. Ho appena controllato l’ultimo rapporto ISS, posso sbagliare, ma il suo 98% mi sembra un’esagerazione.
    3) I vaccini sarebbero per lei “utili coadiuvanti”, ma non dice di cosa, forse di altre misure come divieti di circolazione e lockdown.
    4) Il rischio dei vaccini a lungo termine molto probabilmente sarebbe rimasto ignoto anche con una sperimentazione più lunga, perché questa sarebbe stata fatta su qualche decina di migliaia di persone, e non sarebbero emerse tutte quelle reazioni avverse che si manifestano in media in un caso su centomila o un milione. Il numero di eventi avversi, come è stato già ampiamente riconosciuto dalla comunità scientifica (sempre che lei non continui a pensare che gli ignoranti e i criminali stiano da una parte sola, quella contro cui lei lotta, e gli illuminati dall’altra, quella che sostiene con tanto furore) dipende da due fattori: la dimensione della platea dei vaccinati, senza precedenti, e l’attenzione che si concentra su questi nuovi vaccini, come peraltro si è osservato storicamente con i precedenti, un fenomeno destinato a scemare nel tempo. Peraltro questi discorsi sugli eventuali effetti a lungo termine dei vaccini covid (quali? quelli a rna? a vettore virale? a proteine ricombinanti? oppure TUTTI, per il solo fatto di essere contro il covid?) li trovo abbastanza stucchevoli se non si considerano nello stesso tempo i rischi del covid stesso, sui quali pure, perlomeno di quelli a medio termine, qualcosa è già stato ahimé accertato…
    Penso che non cambierà nulla, ma glielo dico lo stesso. Così come non ci si improvvisa filosofi, non ci si improvvisa epidemiologi o medici. Solo con anni di lavoro, e di abitudine alla lettura degli studi scientifici, si acquisisce la capacità di distinguere dati e fenomeni anomali da quelli ordinari. Io non discuto la sua passione, ma la mia impressione è che lei si sia concentrato troppo su questo argomento, se solo avesse letto anche studi su altri vaccini, altre malattie, altre epidemie, forse non troverebbe tutte queste incongruenze. Che lei legge sempre come dimostrazioni della sua ragione.
    Non voglio negare che esistano elementi per essere perplessi, ma lei non appare perplesso: lei scrive da persona pregiudizialmente convinta della sua posizione, e giudica in maniera sprezzante e offensiva tutti coloro che pur non pensandola come lei cercano comunque di avere un tono civile.

    1. Carissimo, andiamo per ordine.
      1) Le ragioni per avere dubbi sull’opportunità della somministrazione di vaccini scarsamente sperimentati su fasce d’età che non subiscono alcun impatto significativo dalla malattia mi sembrano talmente ampi e scientificamente suffragati che mi perdonerà se non perdo altro tempo a ripeterli. Io sono nauseato, sì, se lo faccia piacere, nauseato da gente che gioca a dadi con la vita altrui sulla base di conoscenze scarse e fragili (e se non concede neppure che dopo un anno di sperimentazione le conoscenze non possano essere che scarse e fragili, non ho alcun interesse a discutere avanti). Questa è una questione di tale serietà (la salute dei ragazzi) che una costrizione effettuata su basi incerte è semplicemente un atto disgustoso, di cui sono complici tutti quelli che lo avallano.
      2) I dati sulle ospedalizzazioni in terapia intensiva li ho tratti dai resoconti ufficiali dell’ISS, e mese dopo mese davano quei numeri. Con la variante Delta si sono abbassati di circa un anno e mezzo, ma rimangono sostanzialmente stabili. I decessi continuano ad avere età media 80, mediana 82.
      3) I vaccini sono coadiuvanti nella forma che ho detto decine di volte in altri articoli: sono utili per attenuare gli effetti più gravi nelle fasce di popolazione più fragile, e lì possono essere consigliati. Sugli altri si può intervenire con le forme ordinarie del servizio sanitario fornendo terapie tempestive, che si sono mostrate essere fondamentali. (Se non ne ha mai sentito parlare non se la prenda con me, ma con i giornali che non la informano).
      4) A prescindere dalle sue valutazioni sulla mia persona, di cui faccio serenamente a meno, le mie valutazioni sul piano strettamente medico sono condivise da decine di docenti universitari impegnati nel settore (e silenziati dai media), con cui interagisco quotidianamente, e che forniscono un database con la letteratura scientifica disponibile sul tema. Tutte le sue congetture sul fatto che magari gli eventi avversi siano sopravvalutati (abbiamo ampie ragioni per credere che siano sottovalutati, vista la natura della farmacovigilanza passiva), e tutte il suo trovare stucchevoli discorsi che non comparano il rischio del covid stesso indicano semplicemente che lei non ha seguito le discussioni fatte (da me e da altri) sul tema, visto che queste comparazioni sono state fatte più volte (e uno non può ripetere sempre l’enciclopedia ad uso dell’ultimo lettore pigro, ma incline a trinciare giudizi).
      Su una cosa ha ragione. Io non sono più in grado di portare avanti una discussione sul tema mantenendo la calma. Non sono più in grado di farlo perché trovo umanamente ributtante l’atteggiamento di persone che esercitano atti di discriminazione e coazione sul prossimo a cuor leggero, fregandosene di margini di dubbio, sbattendosene di circostanze e valutazioni personali, bevendosi l’emergenzialismo perenne dei media come fosse acqua e sentendosi giustificati a trattare gli altri con sufficienza su questa base. E tutto questo lo fanno mettendo a repentaglio vite umane. Per persone così io provo solo disprezzo.

      Aggiungo qui sotto qualche considerazione aggiuntiva sul tema svolta in altra sede.
      https://sfero.me/article/costi-benefici

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